Fluffer
Francesca ha ventiquattro anni e lavora come fluffer sui set di film per adulti: un ruolo invisibile, necessario, sospeso tra tecnica e intimità. Da sempre ammira Claudia Antonelli, icona di un erotismo libero e consapevole, capace di trasformare il desiderio in linguaggio, in arte, in affermazione di sé. Francesca sogna quella stessa libertà. Durante una giornata di riprese, la produzione si blocca più volte per un imprevisto della protagonista. Nelle pause forzate, Francesca si ritrova a parlare con Christian uno degli attori in scena. Lontani dalle luci e dalle indicazioni del regista, i due condividono un'intimità, lei racconta di quando, adolescente, scoprì il cinema per adulti e di come quel momento sia stato in grado di cambiare radicalmente il suo animo per sempre.
Quel dialogo accende qualcosa di inatteso. Non è solo attrazione, ma riconoscimento. Francesca comprende che il suo desiderio non è stare dietro le quinte, ma attraversarle. Mentre parla masturba quel cazzone incredibile e lo prende poi tutto in bocca .Quando la tensione sul set si scioglie in un momento di spontaneità, la troupe, invece di interrompere, decide di seguire quella verità che sta emergendo davanti alla macchina da presa.A fine giornata, mentre le luci si spengono e il set si svuota, Francesca resta sola di fronte all’obiettivo. Non c’è più distinzione tra ruolo e identità. Per la prima volta non sta ravvivando il desiderio di qualcun altro: sta abitando il proprio. E nella luce calda che ancora filtra dallo studio, capisce che il suo sogno non era diventare come Claudia Antonelli, ma trovare il coraggio di essere semplicemente se stessa. E' a questo punto che il regista invita l'altro attore, Brady Bud, a raggiungerli. Il sogno si materializza 2 cazzi tutti per lei che la sfondano in una DP fino alla copiosa sborrata finale in bocca
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